Bienno disegno
Scarica e colora!

Bienno, la città degli artisti. Il nostro primo incontro non è stato da colpo di fulmine, diciamolo. Il motivo è molto semplice: pieno luglio, una temperatura di più di 30 gradi già alle 10 del mattino, smontiamo tendalino, riordiniamo il camper. Marco monta sul seggiolino e partiamo da Capo di Ponte, dalla quale abbiamo visitato anche Breno, e in una mezz’ora siamo a destinazione. Ma…non c’era!

L’area di sosta di Bienno era completamente recintata da quella bella rete arancione da lavori in corso. E niente, gironzoliamo  per un po’ alla ricerca di un parcheggio dando non poco nell’occhio. Bienno è un piccolo borgo e noi ci siamo andati in un giorno feriale, per cui ci siamo trovati nel pieno della routine lavorativa del borgo dei fabbri. Abbiamo trovato un parcheggio di fortuna, e ci siamo incamminati. Zaino, occhiali da sole, borraccia e voglia di scoprire il motivo per cui è entrato a far parte dei borghi più belli della Lombardia. 

Storia di Bienno

Ha una storia complessa che risale alla Preisitoria, ai Camuni, alla sua famosa “prèda de l’altàr” in alto al colle che l’ha resa un luogo di culto. Una storia fatta di Benedettini venuti a costruire I primi mulini che sfruttavano la corrente del  Grigna. Iniziarono la costruzione del “Vaso Rè”, un torrente artificiale impetuoso, tanto forte da azionare I magli per la forgiatura del ferro, I mulini e le segherie. E da lì un susseguirsi di disastri, la peste, invasioni e razzie nella guerra tra guelfi e ghibellini, frane, inondazioni, la seconda rivoluzione industriale e la chiusura delle fucine. Nonostante questo il borgo continuò a resistere e a crescere. Una città densa e intensa, con  vie, strette e curate che con orgoglio indossano alle pareti gli attrezzi che ne hanno fatto la storia. 

In ogni angolo ci sono monumenti e statue che ricordano ai turisti che Bienno ha combattuto I secoli e continua ad essere la città dei magli. 

La nostra esperienza

Con una passeggiata molto piacevole, percorrendo la via della Ferrarezza e le indicazioni per il museo, siamo arrivati ai resti di una casa medievale e al torrente Grigna. Si è aperto alla nostra destra, in un’ampia vallata che, sull’altra riva, ospita un parco con un piccolo chioschetto. 

Lungo il percorso ecco comparire anche la bella fontana di Piazza Roma, nel cuore del centro storico. Ogni particolare qui è curato, ogni dettaglio pensato e ben inserito nel contesto, nella cornice di un paese che a tratti pare un quadro.

E poi…eccolo lì, il grande salto del Vaso Rè. Lo scrocio dell’acqua che cade dall’alto, gli schizzi che rinfrescano dalla calura estiva e le risate di Marco che riescheggiano nell’aria. Mi fermo e lo guardo giocare e penso alla perfezione del momento. Mi siedo, lo contemplo e me lo godo. E decido che è il caso di regalarci un pranzo vero, al ristorante, con un calice di vino per prolungare l’estasi del momento! 

Terminiamo il nostro fritto misto (sì, lo so, non è propriamente un piatto tipico ma non c’è stato modo di far cambiare idea a Marco!) e andiamo a rinfrescarci tra le pietre e le acque del torrente. Parco, ombra, ghiacciolo al limone e piedi in acqua. Lungo il tragitto abbiamo incontrato un interessante cartello che indicava un percorso escusionistico, il percorso di Fondovalle.

Noi, non avendo un luogo sicuro e adeguato in cui sostare, ci siamo dovuti allontanare, con un po’ di tristezza nel cuore, lo ammetto.

Vi lasciamo le nostre coordinate della felicità, che possiate farne buon uso! 

Jessica

Dacchè la vita me ne ha dato la possibilità, ho girato, ho cercato, ho scoperto... ho respirato a pieni polmoni ciò che il mondo mi ha donato.

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