Riapre Casa Balla al pubblico, è stata aperta per la prima volta a giugno 2021, dopo 30 anni, in occasione dei 150 anni dalla nascita dell‘artista (Torino 1871 – Roma 1958), grazie alla collaborazione interistituzionale del Maxxi con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma e il contributo di Banca d’Italia.

A Casa Balla l’arte investe tutto. Gli oggetti creati per l’uso quotidiano come tavolini, sedie, scaffali, cavalletti, posacenere, piatti, piastrelle, convivono con quadri, disegni e sculture creando un unico, caleidoscopico progetto totale, in linea con il manifesto sulla Ricostruzione futurista dell’Universo firmato da Balla e Fortunato Depero nel 1915.

Un appartamento chela famiglia Balla ha trasformato in una vera e propria opera d’arte, un laboratorio di sperimentazione fatto di pareti e porte dipinte, mobili e arredi decorati, utensili autocostruiti, quadri e sculture, abiti disegnati e cuciti in casa e tanti altri oggetti che, insieme, hanno creato un unico e caleidoscopico progetto totale.

Una casa piena di luce, colore  e movimento che riflette le idee del manifesto sulla Ricostruzione futurista dell’Universo firmato da Balla e Fortunato Depero nel 1915 ma che va persino oltre.

Nell’appartamento sono conservate alcune opere, tra cui disegni e bozzetti preparatori recentemente restaurati dalla Soprintendenza Speciale di Roma ed esposti in parte nella casa in parte al MAXXI, testimoniano le diverse fasi di ricerca dell’artista torinese. La Casa raccoglie inoltre diverse opere pittoriche delle figlie Luce ed Elica.

Chi è Giacomo Balla

Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958) fu uno dei massimi esponenti del Futurismo, ma anche il più legato alla matrice divisionista. Dapprima legato ad una pittura più tradizionale di stampo sociale, si legò presto all’avanguardia futurista in cui assunse un ruolo fondamentale. Balla, che fu un uomo dal carattere eccentrico e molto sicuro di sé al punto di paragonarsi ai grandi maestri come Tiziano e Leonardo, fu anche un grande artista capace esprimere le sue idee non solo sulla tela ma anche nel cinema, nella musica e nell’arredamento.

L’artista torinese venne molto apprezzato anche dal regime fascista che Balla vide come la strada che avrebbe portato l’Italia alla modernità. Verso gli anni Trenta, tuttavia, Giacomo Balla, che fu uno dei promotori più appassionati del Futurismo se ne distaccò per tornare alla pittura figurativa, che a suo dire era quella che meglio di tutte si avvicinava alla realtà. Il suo distacco dal futurismo sancì anche il suo distacco dal fascismo, che gli procurò l’allontanamento da parte della cultura ufficiale. Nel dopoguerra, tuttavia, la sua opera sarebbe stata molto rivalutata.

Vita Privata

Figlio unico di Giovanni e Lucia Giannotti fin da adolescente mostra interesse per l’arte e frequenta a Torino un corso di tre anni presso la Regia Accademia Albertina di Belle Arti.

Il 29 gennaio 1895, con la mamma Lucia, si stabilisce a Roma ospite dello zio paterno Gaspare Melchiorre Balla (detto Marco) residente al Quirinale in quanto Guardiacaccia di Sua Maestà il Re. Alla fine dell’anno, sempre con la mamma, va ad abitare a via Montebello, non lontano dalla Stazione Termini. Nel 1896 si trasferiscono in una piccola casa-studio in via Piemonte 119,  a due passi da Villa Borghese: dipinge e presenta sulla via le sue opere. Entra in contatto così con Duilio Cambellotti,  Serafino Macchiati, Alessandro Marcucci e la sorella Elisa, sua futura moglie

Nel 1904 sposa Elisa Marcucci e nasce la sua prima figlia Lucia che, dopo la sua adesione al futurismo, sarà chiamata Luce. Nel 1914, nasce Elica il cui nome rappresenta un omaggio al motto di Marinetti.

Nel 1929 trasferisce la sua casa in Via Oslavia 39b a Roma.

Le opere e la morte

All’inizio degli anni Cinquanta, le sue opere futuriste girano il mondo da New York a Sidney e vengono acquistate (il MOMA paga un milione di lire per Lampada ad arco) anche da importanti collezionisti (Iesi, Slifka, Malbin, Mattioli).          

Nel marzo del 1956, il Presidente della Repubblica Italiana Antonio Segni conferisce al pittore Giacomo Balla la Medaglia d’Oro per gli scultori e pittori  tra i più rappresentativi tra il 1900 e il 1930: stanco e ormai anziano, incarica la figlia Elica di ritirare la medaglia. La moglie di Dorazio, Virginia Dortch, introduce il fotografo Alfredo Libero Ferretti per fotografare quadri e strumenti da lavoro dell’artista: nel 1970 la Dorazio pubblicherà il volume Giacomo Balla: an album of his life and work con l’introduzione di Giuseppe Ungaretti.   

Ormai stanco e anziano muore a Roma il 1 marzo 1958, tra gli affetti e le cure delle due vestali Luce ed Elica.  Verrà sepolto al Pincetto del Verano, il cimitero monumentale di Roma.

Dove si trova

La Casa, situata in via Oslavia, per la famiglia Balla è stataun laboratorio di sperimentazione, un’officina creativa, una sorta di antica bottega rinascimentale, divenendo così un’opera d’arte totale.

Questa nuova apertura è una prima risposta alle tante richieste arrivate al Maxxi da studiosi, accademici, storici dell’arte e dal pubblico di tutto il mondo. 

Per visitare Casa Balla, con ingresso scaglionato per fasce orarie, basta collegarsi al sito di casaballa.maxxi.art e acquistare i biglietti o recarsi alla biglietteria del museo.

CASA BALLA – Via Oslavia 39/b, Roma