Ecco una storia d’arte un po’ speciale: è il racconto di un’opera che puoi vedere nei musei di Milano con i bambini: la porta centrale del Duomo!
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Questa è la storia di un bambino. Un bambino così piccolo che ora che raccontiamo la sua storia non è ancora nato. Ogni anno ci sono tantissime persone che festeggiano il ricordo della sua nascita e quel giorno al posto di “buon compleanno” dicono “buon Natale”.
Chi è dunque questo bambino? E perché raccontare un’altra volta questa storia che in tanti conoscono? 

Non so se anche tu l’hai già sentita, ma ogni storia – come tutte – può essere narrata in tanti modi diversi; il nostro è senza dubbio originale perché si serve di una grandissima porta. “Hai detto porta??”. Sì, hai capito bene, è proprio una porta a raccontarci quest’avventura. 

Storie di porte: una storia in una porta

I musei di Milano con i bambini. La porta centrale
Il Duomo di Milano – Foto di Marco NürnbergerCC BY 2.0

Ci troviamo a Milano. Se conosci la città saprai che è molto grande e nel suo centro, in una piazza altrettanto grande, svetta una costruzione gigante, enorme: il duomo. È una chiesa antica, tutta bianca perché realizzata in una pietra preziosa chiamata marmo; per entrare al suo interno ci sono ben cinque porte sulla facciata. Oggi non le attraversiamo, ma ci fermiamo proprio davanti alla facciata, sopra i gradini, e restiamo al centro, davanti alla porta più grande di tutte. 

Se ti stai chiedendo come può una porta raccontare una storia, è giunto il momento di osservarla. Non è esattamente come quella delle nostre case, vero? È incredibilmente alta e soprattutto non è semplice e liscia, o al massimo impreziosita da qualche motivo decorativo. Una moltitudine di personaggi popola i riquadri verticali di cui è composta, come fosse un fumetto 3D! 

I musei di Milano con i bambini. La porta
La porta centrale del Duomo – Foto di Dimitris KamarasCC BY 2.0

Tutti questi personaggi hanno a che fare con Maria, a cui è dedicata la chiesa e in particolare la nostra porta. A sinistra sono concentrati i momenti più tristi della vita di Maria, quelli proprio dolorosi. Li lascerei perdere per questa occasione, anche perché abbiamo detto che la nostra storia ha come protagonista un bambino e a sinistra non ne vedo nemmeno uno. Lo vedo invece a destra, nell’anta della porta che racconta tutti i momenti più gioiosi della vita di Maria.

L’autore della storia

A illustrare questi momenti è stato uno scultore di nome Ludovico Pogliaghi, che non li ha propriamente disegnati, bensì modellati. Come se avesse avuto tra le mani pasta di sale, pongo o das. Ma realizzare una porta monumentale come questa con il pongo non mi sembra una brillante idea. E infatti Ludovico ha fuso tutto il suo modello in bronzo, un metallo prezioso e resistente. Così resistente che ha retto bene ai colpi delle schegge delle bombe che durante la seconda guerra mondiale sono cadute su Milano. Se ti avvicini dal vivo alla porta, potrai vedere qualche parte un po’ danneggiata.

Il duomo è una chiesa molto antica, dicevamo, ma poco più di cento anni fa era ancora senza porte. O meglio, non ne aveva di monumentali decorate come avrebbe meritato e allora fu indetto un concorso per scegliere quale artista avrebbe realizzato la porta più importante. Indovina chi ha vinto? Proprio Ludovico Pogliaghi, che ha poi fuso in bronzo la nostra porta per raccontare questa storia.

Storie di nascite

Ludovico l’ha presa un po’ da lontano però, partendo cioè da quando nasce Maria, che viene alla luce nella sua casa, circondata da tante persone che si prendono cura di lei e della sua mamma. Se vai in piazza duomo davanti alla porta e osservi l’anta destra, vedrai la scena proprio sull’estrema destra, abbastanza in basso. 

I musei di Milano con i bambini. La porta
Particolare della porta, anta destra – Foto di Andrzej Otrębski – CC BY-SA 4.0

Poi la storia accelera improvvisamente, con Maria che si sposa con Giuseppe, proprio accanto, e a sinistra ancora Maria che riceve la visita dell’angelo Gabriele e scopre così di aspettare un bambino. Ti ricordi? Questa storia l’abbiamo già raccontata a Recanati, osservando il dipinto di Lorenzo Lotto.

Per questo oggi vado un po’ di fretta e non mi soffermo neppure sull’incontro di Maria con la sorella Elisabetta (si trova proprio sopra la sua nascita), ma corro dritta verso l’evento che abbiamo annunciato all’inizio: la nascita di quel bambino famoso che fa dire a molti “buon natale” e cioè “buona nascita” (ci hai mai pensato?). 

I musei di Milano con i bambini. La porta
La natività – Foto di Juan LlanosCC BY 2.0

Finalmente il nostro bambino

Eccolo lì, piccolissimo e indifeso, completamento nudo e adagiato sul mantello della sua mamma, sopra la paglia. La sua mamma è Maria e sta inginocchiata accanto a lui in sua adorazione, come fanno tante mamme quando osservano i loro bimbi. Lei lo fa anche per un altro motivo: le è stato spiegato che quel bimbo, che deve chiamare Gesù, è figlio di Dio, niente meno! 

Infatti non è l’unica a essere in adorazione: davanti a lei due angeli sono inginocchiati a mani giunte, mentre un terzo angelo, in piedi dietro a loro, sbircia sopra le loro spalle. Me lo immagino mentre pensa: vi prego, fatelo vedere anche a me, da qui non riesco, com’è? Com’è?

È un po’ quello che fa Giuseppe alle spalle di Maria: sta in piedi a mani giunte e allunga il collo per riuscire a guardare meglio quel piccoletto che da grande lo chiamerà papà. Giuseppe sa che il suo vero papà, a quanto pare, è Dio, mentre lui è solo il marito di Maria, o meglio il padre di Gesù sulla terra. Una faccenda un po’ complicata, ma insomma, è colui che si prenderà cura di lui insieme alla mamma, e colui che lo ha visto nascere; al momento a noi basta sapere questo.

L’asino e il bue

Completano la scena un grosso e accigliato bue che mastica il fieno e un asino un po’ nascosto al suo fianco. Il bue ha uno sguardo torvo e sembra guardarci con aria infastidita. Si trova sotto una tettoia all’interno della sua stalla e quasi certamente si sta chiedendo come mai è stata invasa da un asino, con cui deve condividere i pasti, e da un’intera famiglia di umani! Tu lo sai? 

Certamente se questa scena ti è familiare hai ragione, sembra proprio un presepe, quello che si fa in alcune case quando arriva Natale.

Maria e Giuseppe si sono ritrovati a Betlemme, lontano da casa, proprio quando Gesù stava per nascere. Avevano con sé solo un asinello e al momento di fermarsi per la notte non hanno trovato un posto dove dormire, se non una stalla. Proprio quella che stiamo osservando insieme. Proprio quella in cui si deciderà a nascere Gesù.

L’evento è così importante e solenne che altri tre angeli sono in volo nel cielo con una striscia in mano, il cartiglio con il quale annunciano a tutti la nascita di Gesù, mentre intonano inni in suo onore.
Gli archi e le guglie sopra di loro – guarda un po’? – sono proprio come quelle che ornano il duomo all’interno e all’esterno.

Questione di gioia

Ricordi che questa anta della porta racconta tutti i momenti gioiosi della vita di Maria? Ecco, dopo la nascita di Gesù ci sono altre tre tappe importanti qui raccontate. 

Particolare della porta, anta destra – Foto di Andrzej Otrębski – CC BY-SA 4.0

La visita a Gesù ancora bambino dei tre Magi – ricchi e potenti signori che vengono da lontano – e la presentazione di Gesù al sacerdote del tempio, il momento cioè in cui viene accolto nella sua comunità.

Al centro della porta, in una cornice più grande e quadrilobata, circondata cioè da quattro semicerchi, si trova Maria trionfante con Gesù bambino in braccio, attorniati da angeli festosi. Certamente il momento più gioioso della vita di Maria.

La prossima volta che ti troverai di fronte al duomo di Milano non scordarti di osservare la porta centrale e cercare sulla destra questo piccolo bambino! E al prossimo presepe che vedrai potrai pensare alla formella di Ludovico Pogliaghi e ai suoi protagonisti: sono più le somiglianze o le differenze? Torna a raccontarmelo!

Per l’adulto che legge

Il Duomo di Milano è davvero un monumento complesso. Sembra strano che possa essere rimasto senza porte per così tanto tempo, eppure quelle della facciata sono davvero recenti.

Se vuoi maggiori informazioni sulla porta centrale che abbiamo raccontato, in rete si trovano pochi contenuti specifichi. Ti consiglio senz’altro la pagina del sito ufficiale del Duomo dedicata alla formella con l’adorazione dei Magi. Proprio con questo soggetto Lodovico Pogliaghi vinse il concorso del 24 maggio 1894 e realizzò come prova la formella nel 1902. La porta fu completata nel 1908, poco più di cento anni fa.

Oggi è ancora possibile visitare la casa museo Lodovico Pogliaghi al Sacro Monte di Varese. Lì si trova il modello in gesso della porta del duomo, un vero e proprio bozzetto molto affascinante per il modo in cui è lavorato il materiale. A questa pagina del sito del museo è possibile osservare il modello grazie a foto ad altissima qualità; ti consiglio una sbirciatina!

La Piccola Gerbera

Ciao, sono Sara della Piccola Gerbera, così ho chiamato la mia attività professionale di storica dell’arte, educatrice museale e guida turistica (anche il mio bimbo di 6 anni mi chiama così, come se Piccola Gerbera fosse il mio cognome!).

Mi occupo di didattica dell’arte da prima che mio figlio nascesse. Fare didattica dell’arte per me significa comunicare la storia dell’arte a tutti, in particolar modo ai bambini e alle bambine, alle ragazze e ai ragazzi, e alle loro famiglie. Almeno ci provo, perché la bellezza dell’arte dei secoli passati possa raggiungerli, parlando la lingua di ciascuno e cominciando il prima possibile.

Ecco come lo faccio:
- attraverso il mio blog e i Racconti d’Arte, storie scritte e narrate ad alta voce da me su opere d’arte, in particolare del mio territorio (Pisa e Lucca); 

- di persona, collaborando con alcune realtà museali (attualmente il Museo d’arte sacra di Camaiore e il Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci); 

- organizzando personalmente visite guidate progettate per le famiglie.

L’incontro con Italia a piccoli passi mi permette oggi di arricchire la preziosa rete di relazioni tra luoghi, famiglie e attività vicine e affini a me. Di questo sono felice e grata!

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