musei di Milano con i bambini le vetrate

Ecco una storia d’arte un po’ speciale: è il racconto di alcune opere che puoi vedere nei musei di Milano con i bambini: le vetrate del Museo del Duomo sono una festa di luci e colori!
Il museo fa parte del network Passpartout.
Se vuoi puoi ascoltare la storia in podcast direttamente dal player qui sotto (se non lo visualizzi segui questo link su Anchor) oppure sulla tua piattaforma preferita (Spotify, Apple Podcasts ecc.).

Questa è la storia di un tempo lontano, dei suoi uomini e delle sue donne, di città e prodigi, preludi e peripezie, raccontata attraverso luci e colori in un luogo ricco di suggestione e magia. A mostrarci questa storia sono pannelli coloratissimi di vetro, formati da grandi tessere unite tra loro come in un puzzle.

Come mai una storia di vetro? Perché era raccontata sulle finestre di una grande chiesa, il duomo di Milano. E per la verità se ancora oggi entri nel duomo, questo lunghissimo racconto è sempre lì per essere ammirato, basta sollevare lo sguardo verso le finestre e il gioco è fatto. Ti avviso però che serve una buona vista per osservarle: hai presente il duomo? È così grande che quando sei dentro non puoi che sentirti microscopicamente mignon e le finestre sono così alte che un binocolo per ammirarle può essere una buona idea. 

I musei di Milano con i bambini: ecco le vetrate del Museo del Duomo

C’è però un’altra storia più intima e raccolta che possiamo agevolmente contemplare nel Museo del Duomo di Milano. Qui sono riunite alcune vetrate che per la loro fragilità sono state asportate dalle finestre in cui si trovavano in origine. La fortuna per noi è che oggi possiamo vederle da vicino, e apprezzarne così anche i dettagli, in una sala davvero suggestiva del museo. 

Iniziamo?

musei di Milano con i bambini le vetrate
Alcune vetrate nel Museo del Duomo di Milano – Foto di Dimitris Kamaras – CC BY 2.0

Ci concentriamo su un lato della sala dove tutto ha inizio. Ma proprio tutto! È qui che un uomo anziano con una lunga barba curata e capelli riccioli sta in piedi nella sua lunga veste rossa con mantello blu – eccoli i colori e le luci! Ha il braccio destro sollevato, mentre il sinistro regge il mantello che altrimenti finirebbe a terra. Lui è Dio Padre e, come ci racconta la Bibbia, è impegnato in un’operazione di grande responsabilità: sta creando il firmamento, cioè la volta celeste. A cominciare da quello che sembra un grande fiore giallo, gigante e splendente, e che invece è il sole. Tutt’intorno stanno nascendo le nuvole, le stelle, la luna e i venti; sono proprio venti quelle teste di bambino che fanno capolino soffiando, buffe vero?
Sta nascendo anche lo Zodiaco: lo vediamo in quella specie di arco in cui riconosciamo le figure di acquario, pesci, ariete, toro, gemelli e leone.

Tanti modi per dire creazione

Accanto è ancora Dio Padre, con gesto simile al precedente ma simmetrico, che crea gli animali: quelli del cielo, della terra e del mare. Non saprei dirti di preciso chi sono gli animali del mare che spuntano fuori dall’acqua accanto ai piedi del creatore, ma tutt’intorno sulla terra riconosco più facilmente un toro, una pecora, un cane, un cervo, un cavallo e in alto, tra i rami degli alberi, diverse specie di uccelli. Quei raggi di luce gialli che circondano la testa di Dio che sembrano petali di fiore sono la sua grande aureola luminosa.

E siccome non c’è due senza tre, troviamo una terza volta Dio Padre, sempre con la sua bella testa aureolata, impegnato nell’ultima creazione: l’uomo! Il gesto è sempre lo stesso, con la mano destra sollevata, mentre la sinistra questa volta non regge il mantello, bensì la schiena di Adamo, l’uomo semidisteso a cui Dio sta dando la vita. E siccome la Bibbia racconta che Dio lo creò a sua immagine e somiglianza, il volto di Adamo è riccioluto e barbuto, anche se barba e capelli sono notevolmente più corti (in verità “a sua immagine e somiglianza” significherebbe ben altro, però guarda, secondo me la possiamo intendere proprio così, non credi?). In basso due animaletti simili a lepri sono acquattati nell’erba puntando due uccelli lì accanto: servono a ricordarci che l’uomo fu creato dopo tutto il resto, dopo la terra, il firmamento e gli animali.

vetrate duomo creazione
Le vetrate della Creazione nel Museo del Duomo di Milano – Foto di Dimitris Kamaras – CC BY 2.0

Mastri vetrai e maestri pittori

Oggi dunque questa parte della storia del mondo secondo la Bibbia possiamo ammirarla da vicino, cogliendo moltissimi particolari che da lontano ci sfuggirebbero, come i dettagli di barba e capelli di Dio e Adamo o lo Zodiaco del primo pannello. Ma per moltissimi anni questi vetri sono rimasti nella zona absidale del Duomo, cioè nella parte finale dell’edificio. Proprio per l’abside li realizzò quasi 500 anni fa Corrado de Mochis da Colonia, un maestro vetraio che ha lavorato a lungo per il Duomo. Il suo lavoro consisteva nel tradurre nel vetro i disegni di un altro maestro pittore, Giuseppe Arcimboldi, che invece fornì i disegni per queste finestre. A questi due maestri si devono per lo più le vetrate che osserviamo insieme.

Cantieri e città

Accanto ai tre antelli – cioè i pannelli di vetro – della creazione del mondo spicca una bizzarra torre in costruzione. È un grande cantiere in fermento, con manovali intenti a sbozzare blocchi di pietra e un mastro costruttore che osserva e dirige i lavori. A ben guardare non mi sembra però che stia riuscendo bene la costruzione! Ogni piano è diverso dal precedente, le finestre sono tutte disuguali e regna una gran confusione nell’insieme. Questo perché tutti gli uomini della terra si erano messi in testa di non obbedire alle leggi di Dio, il quale aveva invece loro comandato di disperdersi in tutto il mondo.

Alcune vetrate nel Museo del Duomo di Milano – Foto di Vassia Atanassova – Spiritia – CC BY-SA 4.0

Essi non solo non vollero, ma iniziarono a costruire una torre che arrivasse fino al cielo per raggiungere Dio e diventare potente come lui. Appena questi se ne accorse decise di fermarli con un metodo che risultò subito efficace: tutti gli uomini che fino ad allora parlavano la stessa lingua, improvvisamente iniziarono a non capirsi più e a parlare lingue diverse. Immagina il caos che ne sortì. Uomini che parlavano e non si capivano non riuscivano a comunicare tra loro e così fallirono nell’intento di costruire l’altissima torre di Babele.
Penso che se questi uomini fossero stati bambini avrebbero senz’altro trovato facilmente un modo per comunicare, non trovi?
E chissà se tutti i cantieri che ancora oggi iniziano ma non finiscono mai si devono all’incomprensione di chi ci lavora!

Tutta un’altra storia appare invece la città di Betulia dell’antello soprastante, dove la porta delle mura protegge il centro, zeppo di case, palazzi, torri e campanili ben strutturati e stabili, con un bel pino in primo piano che ci fa intuire il clima caldo della città palestinese. Non è molto famosa, ma lo è una sua abitante, Giuditta, una giovane donna che liberò i concittadini dall’assedio del generale assiro Oloferne. Ma questa è un’altra storia.

Famosi protagonisti

Gli altri pannelli del registro superiore, cioè della fila più alta, sono tre e raffigurano tre famosi personaggi biblici.

vetrate museo duomo registro superiore
Le vetrate del registro superiore e nel Museo del Duomo di Milano – Foto di Dimitris Kamaras – CC BY 2.0

Il primo a sinistra è Salomone, re d’Israele, noto per la proverbiale saggezza e la sapienza. Lo troviamo inginocchiato presso un mobile decorato con una maschera a testa di leone, dalla cui bocca escono lunghi fogliami dorati. La veste di Salomone è di un acceso blu che spicca sul rosso della cintura e del copricapo, nonché sul verde della tenda drappeggiata sullo sfondo. Inimitabile il caschetto trattenuto dalla corona fiorita sfoggiato dal re, tutt’altro taglio rispetto ai riccioli di Dio Padre e di Adamo!

Prima di Salomone regnò su Israele il padre Davide, che divenne il valoroso re raccontato dalla Bibbia. Da ragazzo pascolava le greggi mentre il suo popolo era sotto assedio da parte dei Filistei, forti grazie al terribile gigante Golia che combatteva tra le loro schiere. Un giorno Davide ebbe il coraggio di accettare la sfida di Golia e, piccolo com’era, riuscì a sconfiggerlo grazie all’astuzia e all’uso della fionda. Lo vediamo vestito di rosso, minuto e fiero, sopra il corpo del gigante che ha appena decapitato con la sua stessa spada nel pannello successivo. La spada, più alta di Davide, è mirabilmente decorata da arabeschi che possiamo ammirare solo grazie alla vista ravvicinata in museo. Così come le dita delle mani del ragazzo che affondano tra i riccioli della testa del gigante: una vera fortuna per noi!

Ancora riccioli e nuovi protagonisti

E tutti quei serpenti che brulicano nell’ultimo antello che osserviamo? Sono il terribile castigo inviato da Dio durante il cammino del popolo d’Israele verso la terra promessa, quando, scoraggiati, iniziano a non credere più in lui. Un uomo giace a terra, ferito a morte da un serpente, un altro tenta di liberarsi sollevando lo sguardo verso il serpente di bronzo issato da Mosè, anch’egli ghermito dalle bestie insidiose che tuttavia non possono ferirlo. È vestito di rosso, con riccioli folti nei capelli e nella barba, e sembra più un domatore di serpenti che la guida di un popolo.
E invece è qui perché ha costruito un serpente di bronzo come gli ha ordinato Dio e lo ha fissato in alto su un bastone per salvare chiunque alzi lo sguardo su di lui dopo essere stato morso a morte. Mi pare proprio che Dio si sia davvero arrabbiato, ma allo stesso tempo non se la sente di punire tutti e dà una possibilità di salvezza. L’uomo vestito di giallo ce la farà? Io dico di sì.

Quante altre storie nasconderanno tutti quei colori e quelle luci che tanto ci colpiscono nella sala delle vetrate? Lo scopriremo in un’altra occasione, per non fare indigestione e per iniziare a conoscere questo prezioso museo così, a piccoli passi.

Per l’adulto che legge

Le vetrate che abbiamo osservato insieme sono solo una parte del nucleo esposto nella suggestiva sala del Museo del Duomo di Milano. Molte di queste si devono al lavoro di Corrado de Mochis da Colonia, che le realizzò intorno alla metà del Cinquecento, ma non di tutte il disegnatore risulta Giuseppe Arcimboldi, come ho sopra semplificato.

Puoi farti un’idea più dettagliata delle varie attribuzioni dei cartoni tradotti nel vetro da Mochis leggendo le schede che trovi sul progetto Arts&Culture di Google: a questo link le trovi tutte riunite. Ogni scheda offre inoltre immagini ad altissima risoluzione che ho linkato nelle diverse parti del racconto, per osservare nei minimi dettagli le vetrate, ancor più che dal vivo.

Puoi anche visitare virtualmente la sala grazie alla pagina dedicata del sito del Duomo di Milano, te lo consiglio perché è davvero suggestiva.

Infine, se ti interessa avere informazioni più approfondite, puoi dare un’occhiata alla pagina del sito dell’Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali dove sono raggruppate in un indice tutte le numerosissime vetrate del Duomo, con una piantina per comprenderne la collocazione. L’ultima sezione è dedicata alle vetrate oggi in museo, con notizie più tecniche e specialistiche.
Buona lettura!

La Piccola Gerbera

Ciao, sono Sara della Piccola Gerbera, così ho chiamato la mia attività professionale di storica dell’arte, educatrice museale e guida turistica (anche il mio bimbo di 6 anni mi chiama così, come se Piccola Gerbera fosse il mio cognome!).

Mi occupo di didattica dell’arte da prima che mio figlio nascesse. Fare didattica dell’arte per me significa comunicare la storia dell’arte a tutti, in particolar modo ai bambini e alle bambine, alle ragazze e ai ragazzi, e alle loro famiglie. Almeno ci provo, perché la bellezza dell’arte dei secoli passati possa raggiungerli, parlando la lingua di ciascuno e cominciando il prima possibile.

Ecco come lo faccio:
- attraverso il mio blog e i Racconti d’Arte, storie scritte e narrate ad alta voce da me su opere d’arte, in particolare del mio territorio (Pisa e Lucca); 

- di persona, collaborando con alcune realtà museali (attualmente il Museo d’arte sacra di Camaiore e il Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci); 

- organizzando personalmente visite guidate progettate per le famiglie.

L’incontro con Italia a piccoli passi mi permette oggi di arricchire la preziosa rete di relazioni tra luoghi, famiglie e attività vicine e affini a me. Di questo sono felice e grata!

Scopri i mie contenuti!

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