Valloria
Scarica e colora!

Illustrazione a cura di: Simona!

In Liguria abbiamo il mare.
Ci sono le spiagge, le palme, le scogliere che si fanno schiaffeggiare dalle onde e solcare da pescatori e bambini alla ricerca di pesci e patelle.
Abbiamo i fiori, la focaccia, l’olio d’oliva.
Il sole bacia i lembi di questa lingua sottile e ricurva che si fa accarezzare dalla salsedine.
Ma a custodire il suo cuore, non sono le superfici balneari e le bouganville a cascata che dondolano dalle facciate delle case.
Per trovarlo, bisogna calarsi nelle profondità.
E’ nell’interno delle montagne, tra i fianchi delle colline a terrazze che, sfiorandosi, sembrano comporre sculture boschive che lo sentirete pulsare. Nelle stradine che attraversano i piccoli borghi, nelle leggende che si bisbigliano tra le strette e ripide strade che raggiungono santuari e rifugi, nella neve che cade anche se, fino a un attimo prima, la brezza sembrava primaverile.
Per il mio primo articolo per Italia a Piccoli Passi, ho deciso di portarvi in uno dei luoghi più magici dell’entroterra, dove il cuore della Liguria batte di più, Valloria.

Valloria

Valloria è un piccolo borgo arrampicato sulle colline dell’entroterra.

Raggiunta Imperia, si sale alla volta di Dolcedo che merita una sosta anche soltanto per un caffè, per poi proseguire in direzione Valloria.

Il suo nome lo deve al colore dorato dell’olio, Vallis Aurea in latino, letteralmente Valle d’oro.

Il paese è molto piccolo, una minuscola frazione di Prelà di appena una trentina di abitanti. Il tempo previsto per visitarlo è davvero poco. Eppure, quel che possiede, tra i suoi carruggi popolati da gatti sonnacchiosi e scorci mozzafiato, è un tesoro che ha il sapore di una fiaba.

Il paese delle porte dipinte.

150 porte, ognuna dipinta da un artista diverso. Ognuna in grado di affacciarsi su un mondo onirico abitato da donne, danzatori di tango, barche da pesca, vecchie zie e tavole imbandite. Così vive da raccontare una storia, cantare una canzone, farci trattenere il fiato per lo stupore.

La regola è soltanto una: non avere fretta.

Perdersi nel reticolo di strade che sovrastano distese di ulivi è il modo perfetto di avventurarsi lungo il percorso che vi porterà a scovare ogni angolo d’arte presente in paese.

Appena ne abbiamo avuto l’occasione, abbiamo portato Anita a conoscere questa favola a cielo aperto capace di stimolare la fantasia dei bambini, ma anche quella degli adulti. Una storia lunga 150 pagine in cui, ogni porta, può diventare un capitolo da scoprire insieme.

Cosa visitare a Valloria

  • A Valloria, nell’Oratorio di Santa Croce, è presente il Museo delle Cose Dimenticate, una curiosa raccolta di oggetti legati alla tradizione contadina, al gioco e all’intrattenimento o all’uso quotidiano che, nel tempo, hanno perso la loro funzione a causa della tecnologia.
  • Per gli amanti delle camminate, da Valloria parte un percorso escursionistico di circa 5,5 chilometri che permette di raggiungere Bellissimi, altro paese che merita di essere visitato non per il fatto di essere un gran complimento ma per essere il Paese delle mongolfiere di carta ed essere entrato nei “Luoghi del cuore FAI” nel 2014.
    Qui, la prima domenica di Settembre, in occasione della Festa della Madonna della Misericordia, vengono lanciate le mongolfiere di carta.
    Questa tradizione artistica ha permesso a Bellissimi di meritarsi l’appellativo di ‘U paise di balui’ , il paese dei palloni.
  • Il grande murales che accoglie all’ingresso del paese è stato dipinto dagli studenti del Liceo Artistico di Imperia nel 2018 e rappresenta la raccolta delle olive

Se avete in mente una gita a Valloria, vi consiglio di accertarvi in anticipo di eventuali osterie e trattorie aperte anche a pranzo, nelle vicinanze non ce ne sono molte ma, nel caso in cui preferiate un pasto vista meraviglia potrete portarlo al sacco e mangiare godendovi il panorama.

Il periodo migliore per visitare Valloria è certamente quello estivo, ma anche in inverno, accoccolata nel suo giaciglio, avrà il potere di cullarvi tra il silenzio antico delle sue case, bisbigliando aiutata dal vento che, soffiandoci dentro, la renderà viva.

Ed ogni porta, anche se chiusa, vi sembrerà spalancata su un sogno.

Federica Fava

Nata piemontese ma diventata ligure, ho due figlie, una casa vista mare e una predisposizione al disordine e all’ironia,soprattutto quando è rivolta verso me stessa. La cosa più vera che ho sentito su di me la diceva mia nonna quando mi prendeva in giro con un detto che recita “se hai il naso che guarda la testa, sei peggio della tempesta”,e penso di essere davvero così, anche se, più che una tempesta, se dovessi descrivermi con un’agente atmosferico, sceglierei il vento. Nella vita faccio la mamma, scrivo, rido e provo a far ridere su Instagram.
Se ci riesco non lo so, ma spero proprio di sì.

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2 commenti

  1. Brava, Fede con il naso all’insù, hai descritto la nostra terra alla perfezione. Un’incanto.

    1. Grazie per questo prezioso commento!

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